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Stem e competenze linguistiche per aprire le porte alle opportunità di lavoro

Mentre il mercato del lavoro ricerca figure sempre più specializzate, i laureati in ambito STEM (science, technology, engineering and mathematics) si confermano quelli con i tassi di assunzione più elevati.

Buone nuove per gli studenti delle discipline di ambito scientifico, riassunte dall’acronimo inglese STEM, ovvero Science, Technology, Engineering and Mathematics, o almeno per la maggior parte di essi.
Le indagini di Almalaurea confermano che i tassi di occupazione post-laurea triennale o magistrale, sia sul breve che sul medio periodo, sono più elevati per chi ha studiato ingegneria, medicina o economia. Meno fortunati invece i biologi o i geologi, che in confronto faticano di più a trovare un impiego.
Non finisce qui: ingegneri ed economisti guadagnano di più rispetto ai laureati di altre discipline. Secondo alcuni studi, la differenza tra domanda ed offerta è una delle cause della disparità di salario tra i professionisti di ambito scientifico rispetto a quello umanistico. Inoltre la richiesta di lavoratori STEM presenta un tasso di crescita più alto rispetto agli altri, non solo nei settori tradizionalmente legati alla scienza ed alla tecnologia.

Le discipline scientifiche continuano ad essere considerate strategiche per promuovere l’innovazione di settore, per migliorare la competitività a livello globale e la sicurezza nazionale. Per questo non sono solo le aziende a richiedere a gran voce profili tecnico-scientifici, ma anche i governi a preoccuparsi dello sviluppo di queste competenze per evitare deficit in futuro. Da un lato, l’Unione Europea nel piano decennale di cooperazione sull’istruzione "ET 2020" ha dichiarato tra i suoi obiettivi strategici la necessità di “rendere matematica, scienze e tecnologia più attraenti e rafforzare le competenze linguistiche”. Dall’altro negli Stati Uniti le National Academy di scienze, ingegneria e medicina nel loro rapport Rising above the gathering storm hanno evidenziato la necessità di migliorare l’insegnamento delle scienze già a partire dalla scuola primaria, per raccogliere i frutti con un maggior numero di laureati per questi ambiti.
Il futuro quindi si prospetta roseo soprattutto per chi sta acquisendo competenze tecniche ad alto livello di specializzazione, ambito che presenta le più grandi previsioni di crescita in Italia, come riportato dallo studio del Cedefop con le proiezioni per il 2025.
A volte però una laurea in ambito STEM non basta. Non tutti gli ambiti tecnico-scientifici presentano gli stessi livelli di crescita ed opportunità lavorativa. Per poter fare la differenza sul mercato del lavoro, servono anche altre competenze, a partire da quelle linguistiche. Come indicato dal Salary Guide Hays 2015, un’indagine che ha coinvolto oltre 240 aziende italiane, tutti i candidati ideali devono conoscere l’inglese, meglio se accompagnato da tedesco (per il 22% delle aziende), francese (20%) o spagnolo (14%), mentre le esperienze all’estero, siano esse Erasmus, Overseas o stage, sono valutate positivamente in fase di selezione.

Insomma, un mondo di opportunità è a portata di mano, basta sapersi orientare e coltivare le giuste competenze. Volete consigli su come fare? Scriveteci a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..

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